Frase da tradurre: “blablabla e l’ultima è gratis”.
- “Blablabla and the last one is gratis”.
- E perché gratis non l’avete tradotto?
- Scusa Serena, e perché? Gratis è già inglese.
Uccidetemi.
Frase da tradurre: “blablabla e l’ultima è gratis”.
- “Blablabla and the last one is gratis”.
- E perché gratis non l’avete tradotto?
- Scusa Serena, e perché? Gratis è già inglese.
Uccidetemi.
Pensavo che se anche mi dessero il libretto d’istruzioni per la vita, io continuerei a far casino uguale, ché non li leggo mai i libretti d’istruzioni, io.
Ora, farsi la ceretta all’inguine, non è un momento bellissimo nella vita di una donna. Se mentre ti fai la ceretta all’inguine c’è questo eunuco che alla radio canta ’sta canzoncina di melma, capite bene che una poi si dice che dovrebbe esserci un limite alla sofferenza, in questo mondo. Ecco.
Niente, io zen proprio non ci riesco ad esserlo. C’è sempre quell’embolino sul punto di partire.
Quello che spendo in benzina per arrivare a Culandia, è all’incirca quello che prendo come stipendio. Anzi, che prenderei, visto che il ministero ancora non s’è scomodato a pagarmi dopo due mesi. Ok, faccio altre cose, nel frattempo. Tipo lezioni private. Questa settimana me ne son saltate quattro perché non ho la benzina per arrivare dove si fanno i corsi. Ok, facciamo delle traduzioni. L’ultima che ho fatto, su cinquecento euro me ne hanno tolti cento di tasse. Sicché, io ve lo dico: volete andarvene tutti a fanculo?
In prossimità di Culandia, inizia a nevicare. Culandia è in alto, pochi chilometri e il paesaggio sembra quello islandese. Rallento, bestemmio e spero che al sindaco non sia venuta l’idea geniale di chiudere le scuole. Di viaggi assurdi per arrivare a scuola giusto in tempo per trovarla chiusa causa neve ne ho già fatto uno e in una vita, mi basta. La scuola è aperta. Ma continua a nevicare. Faccio lezione e mi faccio affrancare dal collegio straordinario che c’è nel pomeriggio, onde evitare scene di panico in cui Culandia è bloccata e io pure. Bloccata lì. Me ne vado, ma resta ancora il problema benzina. In una manovra disperata, il mio angelo custode ieri sera mi ha passato dieci litri di gasolio dalla sua macchina, ma Culandia è lontana e di benza non ne ho poi così tanta. Settanta all’ora di media e mi rimetto in viaggio. Spero addirittura in una botta di culo, ma dopo che ha fatto rifornimento pure chi non prendeva la macchina dal 1986, la botta di culo è improbabile. A sessanta chilometri da casa entro in riserva. Inizio a guardare la lancetta che scende quasi con le lacrime agli occhi. Per farvela breve, non so come, arrivo a casa. Da qui in poi c’è solo telefono spento e tentativo di rimettermi in accettabile armonia col mondo. Ma la vedo difficile.
Io ho un angelo custode. Non è una cosa immateriale, ha un nome, un cognome e pure un po’ di pancetta. Non ride alle mie barzellette, si incazza quando si deve incazzare, mi sgrida pure quando è necessario. Se sapessi scegliermi i fidanzati come mi scelgo gli amici, a quest’ora sarei a cavallo.
Ci son dei giorni che vorrei vivere in qualunque altro posto, mi andrebbe bene pure la giungla, tranne che qui.
La vendetta mi si è presentata su un piatto d’argento. Semplicissima, velocissima. Sarebbe bastato un niente. Solo che poi ci pensi e pensi che alla fine, anche senza vendicarti, la notte te puoi dormire tra due cuscini, quello che si chiama il sonno dei giusti. Te puoi. Altri, non si sa. E allora basta aspettare, perché il karma, alla fine, è infallibile. E continuare a dormire con la coscienza limpida.
Se gli idioti non fossero tali, vivremmo in un mondo perfetto. E ok. Ma gli idioti sono idioti, sicché ieri, alle prime avvisaglie di blocco traffico, nel paesello (e provincia) sono impazziti tutti e pure chi normalmente fa tre chilometri a settimana s’è fatto venire lo schizzo di fare il pieno alla macchina. Risultato: benzina finita ovunque, ma tutti con le macchine nei garage per non consumare questo prezioso pieno in due giorni. Risultato due: io domani mattina devo andare a lavorare. A duecentocinquanta chilometri da qui. E la benzina che ho in macchina non mi basta ad arrivarci. Ora, voi capite che se sono idrofoba non c’ho tutti i torti, vero?