Scarpe rotte eppur bisogna andar

Scarpe rotte eppur bisogna andar

Ieri sera ho messo delle scarpe che avevo comprato a Londra. Solo dopo essere uscita mi sono accorta che la suola, che è di gomma, è completamente ossidata e viene via. Mi è dispiaciuto, perché ci sono affezionata, a quelle scarpe lì. Poi ho pensato che forse vuol dire semplicemente che è ora di tornare.

Dedicato a te

Dedicato a te

Il mio sentito, sentitissimo, suca di oggi va nell’ordine:
– A te che mi devi dei soldi da due mesi, ma nel frattempo chiami a tutte le ore esigendo che io lavori per te magari anche la notte.
– A te, ragazzetta analfabeta funzionale che pretendi che io traduca per te un capitolo della roba che devi studiare, pagandomi quanto normalmente si lascia di mancia al ristorante.
– A te idraulico, che mi hai bloccata a casa da stamattina, nemmeno dovessi farmi un favore a venire qui a lavorare.
– A te, vicino del cazzo, che fai i lavori abusivi e sono mesi mi fai vibrare il pavimento di casa mentre cerchi di finire ‘sta Sagrada familia.
– A te, cretina che mi hai tolto il saluto da quando ti ho detto che no, non avrei lavorato di domenica per fare lezione a quella capra di tua figlia.
Ho finito (per adesso), vostro onore.

Dreams are my reality

Dreams are my reality

La primavera è arrivata con un bastimento carico carico di ormoni, concretizzati in sogni alquanto sudaticci ed esageratamente realistici, tanto che stamattina, prima di collegare bene il gulliver e ricordare che era solo della roba che avevo sognato, ho provato una sensazione di tremendo imbarazzo al pensiero di dover poi rivedere della gente e parlarci normalmente. Come se nulla fosse accaduto.

La colonna sonora abbinata è questa:

La notte tu mi fai impazzir

La notte tu mi fai impazzir

Tra poco arriverà la scelta se lavorare anche la notte o dormire. Nel frattempo, il mio conto in banca non diventa mai ciccione, mentre il mio didietro sembra impipparsene della dieta tragica che sto seguendo e resta sempre uguale. Dove ho sbagliato a fare i conti, mica l’ho capito.

Arroganza e rimorsi

Arroganza e rimorsi

Succedono cose che ti porti dentro come un peso. Non succedono, in realtà. Sei stata tu. Tu hai fatto sì che succedessero. Perché siccome sei arrogante, hai pensato che quei jeans che erano stretti, adesso stretti non lo fossero più. E allora è da stamattina che ti contorci come un’anguilla, hai fatto la pipì ventisei volte perché ti schiacciano la pancia e pure respirare non ti viene molto bene.

Cornucopia

Cornucopia

Ieri al lavoro m’ero portato il pranzo. Solo che la vaschettina non era chiusa bene, o forse l’ho solo sballottolata un po’ troppo… insomma, c’è stato uno tsunami di salsa di soia nel mio zainetto. Allora oggi ho deciso di portare solo della frutta e mentre sistemavo le arance e le mele nello zainetto, pensavo a quanto sarebbe buffo se mai dovesse rompersi lo zainetto e cadesse tutta ‘sta frutta tipo cornucopia.

Leggerezza

Leggerezza

C’è una persona che mi sta potentemente sulle palle antipatica. Ci sono un’infinità di motivi, uno è che è una persona che si lamenta sempre ma in realtà avrebbe ben poco di cui lamentarsi, un altro è che è nata lecchina e non perde occasione per dimostrarlo. Insomma, stanotte ho sognato che dicevo a questa persona tutto, ma proprio tutto quello che penso di lei. E nel sogno alla fine questa cosa sembrava un po’ imbarazzante, ma poi quando mi son svegliata mi sentivo più leggera. Quindi magari non sarebbe una cattiva idea, farlo davvero.